Maria Laura Mele

UX Researcher, Myesis

Paese:
Italia
Lingua:
ITA

Psicologa psicoterapeuta della Gestalt, Dottore di Ricerca in psicologa cognitiva (Università Sapienza di Roma). Si occupa dello studio del comportamento umano in interazione. Attualmente, svolge attività di ricerca applicata in ambito di human-computer interaction e sviluppo di nuove tecnologie di interazione. Le sue pubblicazioni, consultabili su Academia.edu , esplorano le seguenti aree di interesse: metodi di rilevamento e tracciamento dello sguardo per la ricerca in psicologia, processi di interazione tra individuo e tecnologia, comunicazione aumentativa e alternativa. Attualmente lavora per Cogisen,società di ingegneria applicata alle neuroscienze; collabora con l’Università degli studi di Perugia, con il Centro Interuniversitario di Ricerca su Elaborazione Cognitiva in Sistemi Naturali e Artificiali di Roma; e con Myesis, Centro di Ricerca e Sviluppo di Roma.

Semplificare significa disambiguare l’ovvio.
Case Study
15:25 - 15:50

Gli ultimi trent’anni hanno visto il costituirsi di politiche e metodologie di design mirate a favorire una cultura dell’uguaglianza (con lo Universal Design e il Design for all) e dell’inclusione (con l’Inclusion Design) per mezzo di prodotti e servizi che siano in accordo con le specifiche abilità, attitudini e bisogni degli utenti. Tuttavia persone con bisogni specifici riferiscono di doversi continuamente adattare a sistemi che non sono percepiti a loro misura.
Katy Arnold dice che: “spesso è il designer che è riluttante al cambiamento”, mettendo in luce quanto inclusione e User Experience (UX) fatichino ancora a essere concepiti dai Designer come un’unica cosa.

Che cosa può contribuire a favorire l’assimilazione del concetto di design inclusivo nel dominio della UX?

Qual è l’elemento che può facilitare l’integrazione del processo di inclusione nelle pratiche di progettazione?

Vi guideremo in una riflessione sulle esperienze necessarie agli esperti per interiorizzare una cultura dell’inclusione fondata sui principi di equità (Design for Everyone) attraverso uno strumento naturalmente insito nell’essere umano: l’empatia.

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